Statuto

Art. 1 Premessa.
Il “Comitato Arco di Travertino” è un’associazione non riconosciuta la cui vita associativa è regolata dal presente Statuto.
Art. 2 Sede.
Il Comitato ha la sede sociale nel territorio del Comune di Roma.
Il Comitato può istituire altre sedi secondarie ed operative.
Art. 3 Scopo sociale.
Il Comitato non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente finalità culturali, sociali, di istruzione e di formazione sociale.
Il Comitato non può svolgere attività diverse da quelle sopra indicate ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse o di quelle accessorie per natura o in quanto integrative delle stesse.
Art. 4 Patrimonio ed entrate del Comitato.
Il patrimonio del Comitato è costituito dai beni mobili ed immobili che vengono destinati al Comitato a qualsiasi titolo, da elargizione o contributi da parte di enti pubblici o privati e da persone fisiche, oltre che da avanzi netti di gestione.
Per l’adempimento dei suoi compiti il Comitato dispone di versamenti effettuati dai soci, da ulteriori versamenti di questi ultimi e da tutti coloro che aderiscono o che sostengono il Comitato, dai redditi derivanti dal proprio patrimonio e dagli introiti realizzati nello svolgimento della propria attività.
Il Consiglio Direttivo annualmente stabilisce la quota di versamento minimo da effettuarsi all’atto di adesione del Comitato da parte di chi intende aderire al Comitato medesimo.
È comunque facoltà degli aderenti al Comitato effettuare versamenti ulteriori e volontari rispetto a quelli originari.
I versamenti originari e quelli ulteriori non sono ripetibili in nessun caso.
Art. 5 Soci.
Possono far parte del Comitato tutti coloro, persone fisiche o giuridiche, che ne condividano gli scopi.
Sono soci tutti coloro che partecipano e contribuiscono alla vita del Comitato quali interessati agli scopi dello stesso; ai medesimi compete il pagamento delle quote sociali nei termini proposti annualmente dal Consiglio Direttivo e approvati dall’Assemblea. Il mancato pagamento delle quote sociali legittima l’esclusione della qualità di socio da parte del Consiglio Direttivo.
Possono diventare soci tutte le persone fisiche e giuridiche che vengano ammesse dal Consiglio Direttivo.
I soci che non presentano per iscritto le proprie dimissioni entro il 30 ottobre di ogni anno, sono considerati associati anche per l’anno successivo ed obbligati al versamento della quota annuale di associazione, se prevista.
Il contributo associativo è intrasmissibile, ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte, e non è rivalutabile.
Tra gli associati vige una disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative. È espressamente esclusa la temporaneità della partecipazione alla vita associativa funzionale alla soddisfazione di interessi individualistici.
Art. 6 Diritti e doveri del socio.
La qualità di socio si perde per decesso, dimissioni o esclusione.
L’esclusione del socio è deliberata con provvedimento motivato in caso di: a) mora superiore ad un anno nel pagamento delle quote sociali qualora il Consiglio Direttivo dovesse deliberare la dazione di una quota annuale; b) svolgimento di attività che si pongono in contrasto con quelle del Comitato; c) mancata ottemperanza alle disposizioni statutarie o dei regolamenti o alle delibere assembleari o del Consiglio Direttivo; d) condotta personale di dubbia moralità o comunque renda inopportuna – anche temporaneamente – la presenza nel Comitato.
Tale provvedimento dovrà essere comunicato all’associato dichiarato decaduto il quale, entro trenta giorni da tale comunicazione, può ricorrere mediante raccomandata inviata al Segretario del Comitato.
Ciascun socio gode di pieni diritti circa l’elettorato attivo e passivo negli organi del Comitato.
Tali diritti sono esercitabili dai soci in regola con il pagamento delle quote associative.
I soci, come sopra qualificati, potranno essere eletti in uno solo degli organi del Comitato ed a condizione che non ricoprano cariche all’interno di altre associazioni che abbiano scopi in contrasto con quelli del Comitato stesso.
Il socio è tenuto al rispetto del presente statuto e ad un corretto comportamento nei rapporti associativi; al conseguimento dello status di socio egli accetta il pieno rispetto delle norme e le determinazioni che nei suoi confronti potrà emettere il Consiglio Direttivo, il quale rimane unico arbitro in materia.
Art. 7 Organi del Comitato.
Sono organi del Comitato:
− L’Assemblea;
− Il Consiglio Direttivo;
− Il Presidente;
− Il Vice Presidente;
− Il Segretario;
− Il Tesoriere.
Art. 8 L’Assemblea.
L’Assemblea è formata dai soci e delinea gli indirizzi generali del Comitato.
Essa è convocata dal Segretario su impulso del Presidente almeno una volta l’anno in seduta ordinaria per l’approvazione dei bilanci, ed in seduta straordinaria ogni qual volta il Consiglio Direttivo lo reputi opportuno, ovvero su richiesta di almeno un quarto dei soci; nella richiesta è indicato l’ordine del giorno su cui deve esprimersi l’Assemblea all’uopo convocata.
L’Assemblea è convocata, con avviso inviato per posta elettronica a ciascun socio, ovvero per SMS o analogo strumento di trasmissione, e pubblicato sul sito internet del Comitato, almeno quindici giorni prima di quello fissato per la riunione.
In caso di urgenza il termine può essere ridotto fino a tre giorni.
L’avviso di convocazione deve contenere la data, il luogo, l’ora della convocazione, nonché l’ordine del giorno degli argomenti da trattare.
L’Assemblea ordinaria è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei soci presenti e delibera a maggioranza dei voti presenti.
L’Assemblea straordinaria, per le modificazioni dello statuto e per lo scioglimento ai sensi del successivo art. 17, delibera con il voto favorevole della maggioranza dei soci in qualsiasi convocazione.
Il Consiglio Direttivo può tuttavia deliberare, con votazione presa a maggioranza dei due terzi dei suoi membri, che le proposte di modificazioni statutarie siano sottoposte a referendum scritto di tutti i soci con le modalità da stabilirsi dal medesimo Consiglio; in questo caso, per essere introdotte, le modificazioni dovranno ottenere l’approvazione della maggioranza assoluta dei voti espressi dai partecipanti al referendum, quale sia il numero di questi ultimi.
Salvo il caso di referendum scritto disciplinato dal presente articolo, non sono ammessi i voti per corrispondenza, né ciascun avente diritto può detenere più di due deleghe.
Spetta all’Assemblea deliberare in merito:
− all’approvazione del bilancio consuntivo e preventivo;
− alla nomina del Consiglio Direttivo;
− all’approvazione e alla modificazione dello statuto e dei regolamenti;
− ad ogni altro argomento che il Consiglio Direttivo intendesse sottoporre.
Art. 9 Il Consiglio Direttivo.
Il Consiglio Direttivo è investito di tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione inerenti alla gestione del Comitato, ad eccezione di quelli che la legge o lo statuto riservano all’Assemblea.
Il Consiglio Direttivo può delegare parti delle proprie attribuzioni a uno o più soggetti e al Presidente.
Il Consiglio Direttivo può, altresì, nominare procuratori per singoli atti o categorie di atti.
Il Consiglio Direttivo determina, inoltre, le quote associative e stabilisce le modalità per il reperimento dei fondi necessari per le spese ordinarie e straordinarie di gestione.
Il Consiglio Direttivo è costituito da cinque membri eletti dall’Assemblea fra tutti i soci, ovvero altro numero deliberato dalla medesima Assemblea.
I membri del Consiglio Direttivo restano in carica per tre esercizi e possono essere sempre rieletti. Alla scadenza del mandato, i membri restano in carica in regime di prorogatio fino alla nuova nomina.
Il Consiglio Direttivo è convocato dal Segretario mediante comunicazione inviata tramite posta elettronica, ovvero per SMS o analogo strumento di trasmissione, almeno tre giorni prima del giorno fissato per la riunione.
In caso di urgenza la convocazione potrà essere effettuata anche in deroga al termine di tre giorni.
Le riunioni del Consiglio Direttivo sono regolari quando vi è la presenza di almeno tre membri e le sue deliberazioni sono valide se prese a maggioranza semplice dei presenti.
Nel caso di dimissioni e/o decadenza di uno o più membri, tale per cui ci si trovi al di sotto del numero minimo, il dimissionario/i potrà essere sostituito per cooptazione dal Consiglio medesimo tra i soci.
Il Consigliere cooptato resta in carica fino al giorno in cui sarebbe scaduto il termine del mandato del Consigliere da Lui sostituito. In caso contrario, l’intero Consiglio decade e si dovrà procedere al suo rinnovo.
Il Consiglio Direttivo stabilisce ed attua i programmi di attività del Comitato, stabilisce i regolamenti interni, fissa gli ordini del giorno dell’Assemblea e ne attua le deliberazioni, provvede agli investimenti ed alle erogazioni, delibera sull’accettazione di eventuali contributi volontari, delibera sulle eventuali deleghe, conferibili esclusivamente ai membri del Consiglio Direttivo, fissa le attribuzioni del Segretario.
Il Consiglio Direttivo su richiesta del Segretario e sentito l’interessato, delibera in ordine al comportamento dei soci che si ritiene lesivo degli interessi del Comitato.
Il provvedimento adottato può essere, in relazione alla gravità del comportamento ed alle circostanze che lo accompagnano, di richiamo, di censura scritta, di decadenza dall’eventuale carica in seno agli organi del Comitato, di esclusione dal Comitato.
La deliberazione di esclusione è validamente assunta a maggioranza e deve essere debitamente motivata.
Ogni socio può comunque ricorrere al Consiglio Direttivo, qualora ravvisasse atti posti in essere dagli Organi contrari al dettato statutario, il quale delibererà in materia in piena ed assoluta autonomia.
Art. 10 Il Presidente e il Vice Presidente.
Il Presidente ha la rappresentanza legale, formale e sostanziale, interna ed esterna, anche in giudizio e nei confronti degli enti e degli istituti di credito, del Comitato.
Il Presidente redige l’ordine del giorno e ha diritto di voto all’Assemblea e al Consiglio Direttivo.
Il Presidente è eletto dall’Assemblea a maggioranza semplice dei partecipanti e può essere revocato con le stesse modalità.
Il Presidente convoca e presiede le riunioni dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo.
In caso di suo temporaneo impedimento le sue funzioni sono svolte dal Vice Presidente.
Il Presidente può essere revocato prima della scadenza del suo mandato dall’Assemblea con voto favorevole della maggioranza assoluta degli aventi diritto.
Il Vice Presidente sostituisce il Presidente in ogni sua attribuzione ogni qualvolta questi sia impedito nell’esercizio delle proprie funzioni.
L’intervento del Vice Presidente costituisce per i terzi prova dell’impedimento del Presidente.
Egli, come il Presidente, è membro di diritto del Consiglio Direttivo.
Art. 11 Il Segretario.
Il Segretario è nominato dal Presidente al momento del suo insediamento e resta in carica fino ad una nuova nomina.
Egli è responsabile della gestione amministrativa del Comitato, della riservatezza dell’archivio dei soci a tutela delle notizie personali e di ogni altra attività a lui demandata dal Consiglio Direttivo.
Il Segretario svolge la funzione di verbalizzare le adunanze dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo, coadiuva il Presidente e il Consiglio Direttivo nell’esplicazione delle attività esecutive che si rendano necessarie od opportune per il funzionamento dell’organizzazione e cura la tenuta dei libri verbali delle assemblee, del Consiglio Direttivo, nonché il libro degli aderenti all’organizzazione.
Art. 12 Il Tesoriere.
Il Tesoriere raccoglie le quote sociali, cura la gestione della cassa del Comitato e ne tiene la contabilità, effettua le relative verifiche, controlla la tenuta dei libri contabili, predispone il bilancio consuntivo e preventivo, accompagnandoli da idonea relazione contabile.
Egli è nominato dal Consiglio Direttivo e la sua carica dura per tutto il mandato dell’organo che lo ha nominato.
Art. 13 Bilanci.
Gli esercizi dell’organizzazione chiudono il 31 dicembre di ogni anno.
Entro la convocazione della prima assemblea ordinaria dell’anno successivo quello di chiusura dell’esercizio, il Consiglio Direttivo è convocato per la predisposizione del bilancio consuntivo dell’esercizio precedente da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea.
Entro il 30 novembre di ogni anno il Consiglio Direttivo è convocato per la predisposizione del bilancio preventivo per l’esercizio dell’anno seguente da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea, salvo che il Consiglio Direttivo ritenga superflua la sua redazione.
I bilanci devono essere consegnati dal Tesoriere al Segretario perché li custodisca e li metta a disposizione dei soci che ne abbiano interesse a visionarli.
Art. 14 Avanzi di gestione.
All’organizzazione è vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione comunque denominati, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita del Comitato stesso, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge.
Il Comitato ha l’obbligo di impiegare gli utili od avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle direttamente connesse.
Art. 15 I libri del Comitato.
Il Comitato deve tenere i seguenti libri e documenti:
a) un libro dei Verbali delle Assemblee;
b) un libro dei Verbali del Consiglio Direttivo;
c) un libro o elenco (anche a schede) dei soci.
I libri devono essere conservati e tenuti conformemente alle disposizioni di legge.
Delle deliberazioni dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo vengono redatti verbali sul libro di cui al presente articolo. Nel libro dei Verbali del Consiglio Direttivo non sono inseriti gli esiti delle riunioni non imposte dal presente Statuto, salvo che anche un solo membro del Consiglio Direttivo stesso non chieda la verbalizzazione della riunione.
Detti verbali devono essere firmati dal Presidente e dal Segretario della riunione.
I libri e i documenti di cui al presente articolo, con tutti i documenti contabili, sono tenuti e custoditi sotto la responsabilità del Consiglio Direttivo, rappresentato allo scopo dal Segretario.
Art. 16 Domiciliazione.
Il domicilio dei soci, per quanto attiene i loro rapporti con il Comitato, si intende eletto presso il domicilio dei soci medesimi come indicato da essi al momento dell’iscrizione al Comitato o come successivamente modificato per comunicazione dei soci stessi.
Art. 17 Durata e scioglimento.
La durata del Comitato è fissata fino al 2070 salvo proroga da deliberarsi in Assemblea Straordinaria.
Il Comitato si estingue, secondo le modalità di cui all’art. 27 c.c.:
− quando il patrimonio è divenuto insufficiente rispetto agli scopi;
− per le altre cause di cui all’art. 27 c.c.
In caso di scioglimento del Comitato, per qualunque causa, il patrimonio sarà devoluto alla Croce Rossa Italiana.
Art. 18 Disposizioni temporanee e rinvio.
La deliberazione di approvazione del presente Statuto è votata dall’Assemblea a maggioranza semplice.
Per quanto altro non previsto nel presente Statuto e nell’Atto costitutivo si fa riferimento agli usi in essere nella vita del Comitato e alle leggi vigenti in materia.

Scarica lo Statuto del Comitato in pdf.